Arcipelago Veneto

17 Novembre 2008

 

Arcipelagoveneto

… il G20 che doveva trovare la soluzione all’immane crisi economico-finanziaria che si sta abbattendo sul mondo intero.

Gli interventi dei capi di stato dei 20 paesi più ricchi e progrediti del mondo sono stati seguiti e commentati da migliaia tra i migliori giornalisti specializzati in finanza ed economia e sono stati trasmessi da tutte le TV del globo.

Il risultato più eclatante è stato che il G8 è andato in soffitta, sostituito dal nuovo e scintillante G20. Non pare che sia emerso nulla di più significativo… Eppure qualcosa di molto significativo ci sarebbe dovuto essere…

Per esempio discutere il contenuto di questa immagine (clicca qui).

Qualcuno dovrebbe far sapere ai 20 capi di stato dei paesi più ricchi del mondo che:

1 - destinando il 4,8% della spesa annuale destinata agli alcolici in Europa, si eliminerebbe il problema della fame nel mondo intero;

2 - destinando l’1,5% della spesa annuale per droghe (legali e illegali) nel mondo, si potrebbe assicurare l’istruzione di base a tutta la popolazione mondiale;

3 - destinando l’1% della spesa annuale in armamenti militari mondiali, si potrebbe assicurare acqua potabile all’intera umanità;

4 - destinando l’1% della spesa annuale in pubblicità a livello mondiale, si potrebbe assicurare l’assistenza sanitaria di base e cibo per tutta la popolazione mondiale;

5 - destinando il 2,6% del totale (stimato) della speculazione finanziaria a livello mondiale, si potrebbe sradicare ogni forma di povertà e assicurare un’esistenza dignitosa all’intera popolazione mondiale.

Ma al G20 appena concluso non si è parlato di nessuno di questi argomenti…

Noi, invece, che di economia e di finanza ne capiamo poco, ci limitiamo a constatare che i problemi reali che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle, non sono all’ordine del giorno dell’agenda dei governanti che hanno in mano il destino del mondo.

Noi abbiamo deciso che, d’ora in poi, i veri problemi che dobbiamo risolvere tutti i giorni, saranno al primo posto della nostra agenda, finchè non saranno risolti una volta per tutte.

La Solidarietà non si proclama al “summit” del G8, del G20 o del G365, no.

La Solidarietà vera, quella che cammina sulle nostre gambe, la distribuiamo con le mani, faccia a faccia, cuore a cuore e non servono “summit”, giornalisti, TV o giornali a proclamarlo. Lo facciamo e basta.

Vedi il video

Assemblea pubblica a Prato

21 Ottobre 2008

La cittadinanza che non si arrende all’attuale situazione economica di Prato, propone un’assemblea bubblica sullo SCEC,(Solidarietà che cammina), per il giorno 28 Novembre 2008 alle ore 21.00 a Palazzo Novellucci via Cairoli, 25 (centro storico di Prato)
Verranno invitati a questo dibattito sullo SCEC tutte le testate giornalistiche locali e non solo, le televisioni, le forse politiche di Prato, (maggioranza e opposizione), tutti i cittadini Pratesi, e in specialmodo tutti i negozianti, che dovranno far da collante a un’economia allo sbando, riportando ricchezza sul territorio.
Auguro a tutti un buon lavoro con gli SCEC
http://www.arcipelagotoscana.org/

Incontro Associazione DEStati 11 Ottobre 2008

15 Ottobre 2008

Alle ore 11,00 del 11 ottobre 2008 i soci dell’Associazione DEStati si sono incontrati nella sala riunioni del Consorzio Il Seme in Via Parini, 2 a Imperia.

presenti:

Augusto Anselmo, Claudio Porchia, Stefano Damonte, Stefano Altemani, Mary Albanese, Monika Stolle, Simone Gaggino, Maria Teresa Mirante, Valerio Viani.


Ordine del giorno:

a) introduzione su situazione crisi finanziaria mondiale

Abbiamo condiviso alcune caratteristiche dell’attuale crisi finanziaria mondiale,

Ulteriori approfondimenti su:

http://www.nuovoecosistema.it/adesso-tocca-alle-banche-italiane-2.php

b) progetto monete locali (resoconto incontro con responsabili nazionali)

Abbiamo condiviso le informazioni recuperate dall’incontro organizzato con i responsabili di AricpelagoScec.

Si è deciso che lo SCEC può essere un utile strumento per favorire azioni di cambiamento a livello locale.

Si è deciso che per il 2009 il progetto principale sarà legato alla moneta locale.In particolare si propone di costituire un gruppo di lavoro specifico sull’uso e sul lancio dello SCEC. La linea da seguire è di incontrare individualmente i responsabili  di associazioni di consumatori, produttori e di GAS, per presentare il progetto di Moneta Locale. Successivamente si proporrà un incontro pubblico (seconda metà del 2009) dove, se condiviso, si lancerà il progetto in Provincia di Imperia.  Si chiede a chi disponibile di inserirsi come volontario a lavorare nel Gruppo SCEC (inviare mail per conferma).

ulteriori approfondimenti su:

www.arcipelagoscec.org

c) fa la cosa giusta (verifica partecipazione)

Si è condiviso che la manifestazione ha avuto sia aspetti positivi che negativi. In particolare Aspetti negativi: basso aflusso di presenze venerdì e sabato, spazi separati, zona di DEStati meno frequentata e un po staccata, non ottima presenza nostra allo stand, Aspetti positivi: buona affluenza Domenica, importanza di esserci per farsi conoscere.

ulteriori approfondimenti su:

http://www.falacosagiusta.org/


d) situazione imbrocchiamola (convegno scuole e locali pubblici)

Si è deciso di far affiggere le locandine a Sanremo e a Bordighera, lanciando allo stesso tempo un comunicato stampa di inizio campagna; nello stesso periodo verrà inviata una lettera a tutte le società di gestione delle acque invitandole ad incontrarci per valutare insieme le modalità di sostegno alla campagna imbrocchiamola.

Riguardo al progetto suole si è deciso di partire dalla scuola di Largo Ghiglia di Imperia mettendo a disposizione i contatti di esperti da noi contattati e il materiale da noi in possesso (materiale imbrocchiamola, film CGIL, libro Consumo Acqua, ecc.).

e) progetto di formazione con finanziamento cespim (discussione e condivisione)

Si è presentato il progetto destinato al cespim per organizzare degli incontri formativi su varie tematiche tipiche del Distretto di Economia Solidale.

ulteriori approfondimenti su:

http://www.cespim.net/


f) progetto
pagine etiche (presentazione da parte di Augusto)

Abbiamo condiviso le finalità del progetto Pagineetiche.it studiato da Nuovoecosistema

ulteriori approfondimenti su:

http://www.pagineetiche.it/


g) collaborazione con la 220

Si è presentata la possibilità di collaborare con la 220 per promuovere energia verde e al contempo avere un contributo economico da investire in iniziative educative e di sviluppo locale sostenibile di DEStati.

ulteriori approfondimenti su:

http://www.la220.it/energia/index.php


h) verifica aspetti formali

Stefano Altemani ha comunicato l’intenzione di dimettersi da presidente di DEStati, si rimanda al prossimo incontro la discussione e la scelta del nuovo Presidente.

L’incontro della prossima Assemblea dei soci è fissato per mercoledì 29 ottobre alle ore 21,00 sempre a Imperia in Via Parini, 2 .



La riunione si è chiusa alle 13,15


 

Destati a Genova alla fiera del consumo critico.

19 Settembre 2008

il 26, 27 e 28 Settembre la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili sbarca nell’ Area del Porto Antico di Genova grazie all’iniziativa di alcune realtà della società civile. dell’associazionismo, dell’ambientalismo, del commercio equo e solidale e dei consum-attori della città: Arci Genova, Coordinamento Soci Banca Etica Circoscrizione Genova, La Spezia, Fair, Gruppo di Acquisto Solidale Birulò, La Bottega Solidale, Legambiente Liguria, Manitese Genova, Movimento Difesa del Cittadino, Rete Lilliput Genova che in collaborazione con Terre di Mezzo Eventi, che ha ideato l’iniziativa, hanno deciso di aprire anche in questa antica città di porto, di scambi e di culture una finestra sulle economie solidali.

Fa’ la cosa giusta Genova e Liguria non è solo una mostra-mercato. È un mondo di valori, idee e contenuti culturali e politici che sottendono e sostengono i tanti progetti e prodotti esposti.
 

• Convegni

• Dialoghi

Laboratori

• Attività per le scuole

… e i divertimenti del sabato sera

 

26-27-28  Settembre 2008
Area Porto Antico Genova

orari:        Venerdì     10.00 -  22.00 

               Sabato      10.00 -  23.00

               Domenica  10.00 -  20.00

DOVE:

  • Piazzale delle Feste: segreteria ed accoglienza, sotto la tensostruttura permanente sviluppo delle sezioni espositive su circa 450 mq di stand, convegni, seminari e dialoghi, eventi, laboratori per le scuole per i bambini e gli adulti
  • Piazzale Mandraccio: stand istituzionali, stand dei soggetti sostenitori e stand dell’associazionismo, laboratori per adulti
  • Museo nazionale dell’Antartide: laboratori per le scuole e gli adulti, seminari e dialoghi
  • Biblioteca Civica E.De Amicis e Città dei bambini: laboratori per le scuole
  • Banano Tsunami: dialoghi, seminari, laboratori adulti
 

 

… Consulta la Mappa di come raggiungerci… consulta la Mappa della fiera

 

 

 

Il DES di Arezzo ottiene dalla Regione Toscana il riconoscimento “Toscana Efficiente”

5 Luglio 2008
 
Il premio Toscana Ecoefficiente conferma la scelta della Regione di affrontare i cambiamenti globali a tutto campo,  
In questo contesto il DES di Arezzo ha ottenuto il riconoscimento nell’ambito delle buone pratiche dei cittadini e può fregiarsi del titolo e del logo per i prossimi due anni.
L’assegnazione è avvenuta alla manifestazione TERRAFUTURA 2008.
Il DES di Arezzo, Distretto di Economia Solidale, che nasce dalla consolidata e vitale esperienza dei Gas locali, come associazione informale sta lavorando alla creazione di una ‘rete’ che serva a sviluppare un circuito economico territorialmente circoscritto, autoprotetto e autosostenibile, volto a valorizzare economie di piccola scala socialmente ed ecologicamente sostenibili.
L’esperienza dei Gas aretini è ormai una realtà importante in quanto raggruppa più di un centinaio di famiglie e coinvolge  quasi altrettanti produttori;  il loro numero è in rapida crescita in quanto raccoglie ampi consensi da parte dei tanti cittadini che intendono sostenere comportamenti ecologicamente e socialmente responsabili.
Il DES ed  GAS aretini, in collaborazione con l’Assessorato all’innovazione ecologica del Comune di Arezzo, gestiscono lo spazio informativo INFORM@ALTERNATIVA presso l’Informagiovani  (Piazza Guido Monaco) aperto tutti i lunedì dalle 17.00 alle 19.00.D.E.S
Il DES si potrebbe definire come un ‘mercato alternativo autoprotetto su scala locale’:
Mercato, perché è un circuito di scambi di beni e servizi.
Alternativo, perché rifiuta di porre il profitto come fine ultimo dell’attività economica, al di là – e, se serve, contro – i bisogni e i desideri delle persone e i delicati equilibri degli ecosistemi. Al contrario, vuole riportare l’economia a essere “dentro” la società e “per” la società, promuovendo la collaborazione al posto della concorrenza, la reciprocità al posto della cieca legge della domanda e offerta, l’equità al posto della sperequazione, la partecipazione e il rispetto al posto dell’esclusione e dello sfruttamento.
Autoprotetto e Autosostenibile, perché gli scambi avvengono in prima istanza al suo interno, nel senso che tutti i soggetti del distretto si sostengono a vicenda, utilizzando di preferenza l’uno i prodotti, i servizi e le prestazioni dell’altro.
Su scala locale, perché il circuito si attiva su un territorio circoscritto, proprio con lo scopo di “incastonare” l’economia in un ambiente sociale e naturale ben definito. Ciò non è contrario, anzi si pone a fondamento della costruzione di un nuovo sistema economico via via più allargato e complesso, fondato su una rete di relazioni fra DES dislocati in territori differenti.
a partire dai comportamenti virtuosi  dei  cittadini, delle associazioni oltre che delle imprese e delle istituzioni.
Il Distretto di Economia Solidale è volto, quindi, alla creazione di una ‘rete’ che serve a sviluppare un circuito economico territorialmente circoscritto, autoprotetto e autosostenibile, volto a valorizzare economie di piccola scala.

Possono aderire al D.E.S. tutti i soggetti economici e non (consumatori, associazioni culturali, etc..) che operano nell’aretino e/o in zone limitrofe, in particolare coloro che:
    garantiscono ai lavoratori condizioni di lavoro salubri e sicure, equa retribuzione e sostengono forme di gestione partecipata;
    sono contrari ad ogni forma di discriminazione nell’accesso al lavoro;
    adottano sistemi produttivi ad impatto ridotto sugli ecosistemi.

Ecologia della mente

10 Maggio 2008

Vorrei introdurre su questo Blog due riflessioni:

l’editoriale sotto del Sole24 ore e una piccola parte del Rapporto del Censis pubblicato quest’anno.

Nel primo si sottolinea un problema: non elaboriamo più le informazioni oltre le conseguenze che possono avere nella nostra sfera privata.

Spesso mi chiedo come sia mai possibile che ci fermiamo a maledire l’aumento del costo del nostro pieno di benzina, l’aumento della bolletta del gas e della luce , senza considerare le conseguenze di tali aumenti sull’agricoltura, sul sistema trasporti e su tutti i prodotti che sono soggetti all’uso del petrolio.

Nel rapporto del Censis c’è la conferma del sostanziale del  primo articolo : siamo particolarmente indifferenti a fini e obiettivi di futuro, ……………………… esiste però una speranza a fine articolo.

Tutto è affidato alle minoranze !

Augusto Anselmo

(EDITORIALE DEL 03/02/2007 DEL SOLE 24 ORE MAGAZINE)
Si ha l’impressione che troppe cose cospirino, nella società contemporanea, a uno scopo unico, centrale: impedirci di pensare.

Non si tratta più degli idoli della velocità, della comunicazione di massa e del progresso (la “modernità”) contro i quali si scagliavano ambiguamente tanti intellettuali tra gli anni Venti e i Sessanta del secolo scorso, ma di qualcosa di più concreto e manifesto, la cui evidenza ci si ostina a negare.

Si può mettere in dubbio l’esistenza di un “piano” - opera di chissà quali strategie, di chissà quali poteri - però il risultato è lo stesso: la sovrabbondanza di immagini, di parole e di suoni non necessari porta all’ottundimento delle nostre capacità e possibilità di intendere e di volere.

La nostra mente non è libera di elaborare le “informazioni” che ci vengono quotidianamente trasmesse, anche nostro malgrado, tanto si sovrappongono le une alle altre e cercano di negarsi a vicenda, puntando sulla quantità e la velocità del ricambio.

O i suoni, i rumori, la musica che per esempio nei bar e ristoranti, nelle strade e nelle metropolitane raggiunge livelli di grave inquinamento acustico, come quegli antifurto che ci fanno sobbalzare all’improvviso fingendo di proteggere la produttrice di altri e più gravi inquinamenti, l’invadente automobile.

O la pubblicità, sempre più vistosa e volgare, che legalmente copre, nelle città, chiese e monumenti, arricchendo municipalità e parrocchie, ma rendendo anche le città più belle tutt’altro che belle.

Nel vastissimo territorio del non-necessario, anzi del superfluo, anzi del dannoso caratteristici della società contemporanea e delle sue merci “materiali” e “immateriali”, è difficile riuscire a isolarsi, da soli o in pochi, e a trovare spazi di tranquillità, ed è difficile, se per nostra fortuna se ne dispone, difenderli.

Il pensiero ha bisogno di silenzio, di concentrazione, di libertà di scelta di ciò che si vuoi leggere, vedere, ascoltare.

Per questo si pensa così poco, e i luoghi dove si direbbe che si pensa di meno sembrano essere proprio i media, ossessionati dalla frenesia della notizia, dello “strillo” (alla lettera!), della rivalità con gli altri media.

E infine, come ormai tutta la società, dal “gossip”, dai “si dice”, da pettegolezzi di cui si sospetta l’imposizione di notizie inattendibili, ricattatorie.

Per una ecologia della mente come per una ecologia del corpo, bisognerebbe ripartire dal poco e dal necessario, dal buono e dal ragionato. Ma nessuno oserà, prima di qualche catastrofe.

Gli interessi del “mercato” e della politica hanno bisogno in vario modo della manipolazione del consenso per mandare avanti il mondo. Mandandolo così alla sua fine?

Ma come fermarsi?

E chi è in grado di cominciare?

Però si può ancora parlare di autodifesa individuale e di gruppo, benché malvista, e potrebbero rinascere e moltiplicarsi quelle organizzazioni di società civile che la politica e i produttori di merci hanno contribuito in vario modo a far tacere, o a soffocare

Rapporto Censis 2007
Una realtà sociale che diventa ogni giorno una poltiglia di massa; impastata di pulsioni, emozioni, esperienze e, di conseguenza, particolarmente indifferente a fini e obiettivi di futuro, quindi ripiegata su se stessa.

Una realtà sociale che inclina pericolosamente verso una progressiva esperienza del peggio.

Settore per settore nulla quest’anno ci è stato risparmiato: nella politica come nella violenza intrafamiliare, nella micro-criminalità urbana come in quella organizzata, nella dipendenza da droga e alcool come nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella ronda dei veti che bloccano lo sviluppo infrastrutturale come nella bassa qualità dei programmi televisivi.

Viviamo insomma una disarmante esperienza del peggio.

Tanto che, quasi quasi al termine poltiglia di massa si potrebbe (con eleganza minore) sostituire il termine più impressivo di “mucillagine”, quasi un insieme inconcludente di “elementi individuali e di ritagli personali” tenuti insieme da un sociale di bassa lega.

Pertanto in una società così inconcludente appare difficile attendersi l’emergere di una qualsivoglia capacità o ripresa di sviluppo di massa, di “sviluppo di popolo” come si diceva una volta; e le offerte innovative possono venire solo dalle nuove minoranze attive, ovvero:

- la minoranza che fa ricerca scientifica e innovazione tecnica è orientata all’avventura dell’uomo e alla sua potenzialità biologica;

- la minoranza che, nella scia della minoranza industriale oggi rampante, fa avventura personale e sviluppo delle relazioni internazionali (si pensi ai giovani che studiano o lavorano all’estero, ai professionisti orientati ad esplorare nuovi mercati, agli operatori turistici di ogni tipo, ecc.);

- la minoranza che ha compiuto un’opzione comunitaria, cioè ha scelto di vivere in realtà locali ad alta qualità della vita;

- la minoranza che vive il rapporto con l’immigrazione come un rapporto capace di evolvere in termini di integrazione e coesione sociale;

- la minoranza che si ostina a credere in una esperienza religio­sa insieme attenta alla persona e alla complessità dello sviluppo ai vari livelli;

- e le tante minoranze che hanno scelto l’appartenenza a strutture collettive (gruppi, movimenti, associazioni, sindacati, ecc.) come forma di nuova coesione sociale e di ricerca di senso della vita.

Si tratta senz’altro di una sfida faticosa, che le citate diverse minoranze dovranno verosimilmente gestire da sole.

BENVENUTO nel BLOG!

7 Maggio 2008

Caro lettore,

Benvenuto nel BLOG ufficiale dell’Associazione verso il Distretto di Economia Solidale e Sostenibile della Provincia di ImperiaDEStati“.

La redazione degli articoli è affidata collettivamente ai Soci che ne facciano richiesta ed è soggetta alla moderazione del Consiglio Direttivo dell’Associazione, in particolare dal Presidente, dal Vicepresidente e dai loro collaboratori.

Il software è completamente tradotto in lingua italiana ed è tra i più utilizzati nel mondo, quindi molto performante e riveduto e corretto fino alla attuale versione 2.5.1., sviluppato in ambito Open Source, quindi con licenza GNU (software libero).

Diventa anche tu Autore di questo Blog e cogli l’opportunità, anche solo con questo semplice gesto, di dare il tuo esempio di cosa significa essere attori dell’Altra Economia.

Buona Navigazione,

Il Presidente,

Stefano Altemani